Economia

Terzo polo economico italiano dopo Roma e Milano, seconda provincia del Paese per valore di esportazioni, Torino è da sempre caratterizzata da un’economia locale basata principalmente sul settore metalmeccanico, grazie soprattutto alla presenza della FIAT (fondata nel 1899, da Giovanni Agnelli senior, come casa produttrice italiana di automobili e sviluppatasi poi in numerosi settori dando vita al più importante gruppo industriale e finanziario della Penisola) e del suo indotto.

Di rilievo anche il supporto dato dall’industria dolciaria in cui spicca la produzione della cioccolata e del gianduiotto.

Tuttavia nel corso degli ultimi anni la città va sempre più terziarizzandosi e sempre più radicata risulta essere la presenza dei già fiorenti settori bancario, assicurativo ed editoriale (Torino è infatti indissolubilmente unita alla carta stampata e rilegata da una passione antica; la casa editrice Einaudi, dove trovarono impiego Cesare Pavese e Natalia Ginzburg, ricopre un ruolo essenziale nella diffusione della letteratura).

La città ha saputo fronteggiare piuttosto bene la crisi ed il ristagno economico cercando di dare nuovi impulsi alla crescita attraverso la riconversione di vaste aree urbane precedentemente occupate dalle fabbriche e adibite a zone residenziali nonché l’investimento in grandi opere pubbliche quali il Passante Ferroviario e la Metropolitana. Significativo anche l’adattamento del Nuovo Centro del Design in una parte della superficie occupata dalla fabbrica Mirafiori, avvenuto grazie alla collaborazione con il Politecnico di Torino e facente parte del progetto Torino Nuova Economia.

Negli ultimi anni, dopo l’allestimento del Museo Nazionale del Cinema all’interno della Mole Antonelliana, grazie al supporto dell’associazione Torino Film Commission la patria del cinema italiano (è qui che furono fondati gli Studi Fert all’ inizio degli anni venti) è diventata un’apprezzata sede per l’ambientazione non solo di film ma anche di pubblicità e video musicali.