Piatti Tipici

Risultato di uno splendido connubio, nato dall’innesto tra le antiche tradizioni enogastronomiche profondamente radicate nel territorio e i costumi culinari importati dalle numerose ondate di migranti avvicendatesi in città nel corso dei secoli, la cucina torinese è come un gustoso viaggio del palato attraverso il tempo e la storia.

Regina di delizie è la Bagna càuda:, tipica salsa a base di aglio, burro, olio d’oliva ed acciughe salate, da consumare intingendovi vari tipi di verdure di stagione (cotte o crude), perché no, nella tradizionale maniera conviviale utilizzando un solo contenitore, la pèila, posto al centro del tavolo, proprio come usavano fare i vendemmiatori i quali, secondo la leggenda, inventarono questa salsa per togliersi il dolce dell’uva pigiata.

Tra i primi, un posto d’onore va agli Agnolotti: pasta ripiena tradizionalmente degli avanzi di arrosto dei giorni precedenti triturati tra loro, da preparare rigorosamente in uno dei quattro modi tipicamente piemontesi, ovvero: con sugo di carne arrosto, con burro, salvia e parmigiano, con ragù di carne alla piemontese oppure in brodo di carne.

Più semplice, ma monumentale è poi il Bollito misto: carne lessata in acqua e sale, con bouquet di verdure,da gustare semplicemente bagnando i bocconi nel sale oppure nelle classiche salse: il bagnetto verde, a base di prezzemolo acciughe ed aglio; il bagnetto rosso a base di pomodoro; la cognà (mele cotogne e pere cotte nel mosto); la saussa d’avijie (con miele noci e senape) o la salsa di cren.

Ma Torino, si sa, è anche la capitale del cioccolato! Gianduiotti (il cui gusto Gianduja, dedicato alla maschera della città, fu inventato durante il Carnevale del 1867 miscelando al cacao le nocciole delle Langhe, per supplire all’elevato costo della materia prima), turinot, praline e bicerin (golosa bevanda a base di caffè, cioccolato gianduia e crema di latte) sono l’ideale per una merenda sfiziosa tra una tappa e l’altra alla scoperta della città.