Storia e Cultura

Augusta Taurinorum fu città romana fondata come colonia militare della regione Transpadana, nel territorio dei Taurini.

Con la fine dell’Impero Romano e la confusa fase di transizione barbarica, nel 569 cadde in possesso dei re longobardi, fu sede di un vasto ducato e nel 774 i Franchi ne fecero il centro di una contea.

Nel 940 si costituì la Marca, dominata per un secolo e mezzo dalla dinastia di Arduino Glabrione fino al 1048 quando l’imperatore Enrico III investì della marca Oddone di Savoia, marito di Adelaide, ultima degli Arduinici.

Nel sec. XI si affermò l’autorità del vescovo e dei visconti mentre Umberto II di Savoia, erede dei diritti sabaudi sulla Marca, assunse il titolo di conte e di marchese senza però riuscire ad occupare la città a causa dell’opposizione dell’impero.

I successori di Umberto continuarono a rivendicare i loro diritti su Torino (cui nel 1136 fu riconosciuta alla città la libertà comunale), ma i conflitti tra Impero e Papato, che videro coinvolti anche Federico Barbarossa e gli Ottoni, permisero ai Savoia di insediarvisi stabilmente solo nel 1280.

Capitale del Ducato di Piemonte dal 1424, con il trattato di Blois del 1562 fu consegnata ad Emanuele Filiberto diventando definitivamente sede del potere sabaudo, fu radicalmente trasformata ma solo a partire dal 1706 (anno in cui i Savoia acquisiscono il titolo regio), dopo aver respinto l’assedio delle truppe franco-spagnole, cominciò ad ottenere riconoscimenti come capitale di un piccolo ducato e nel 1718 divenne capitale del Regno di Sardegna.

Tra il 1798 ed il 1800 si alternarono l’occupazione dei francesi e degli austro-russi e con l’avvento di Napoleone Torino diventò capitale del dipartimento francese dell’Eridano. Con la caduta di Bonaparte i Savoia riconquistarono il potere, era il 1814, anno in cui prese avvio il glorioso periodo rinascimentale che portò all’unità nazionale e che vide Torino capitale del Regno d’Italia dal 1861 al 1865.

Segnata duramente dai due conflitti mondiali,durante la Resistenza emerse per la lotta al nazifascismo e nel secondo dopoguerra fu simbolo del boom economico italiano.